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Fra Trentino e Lombardia: Alessandro Bellingeri e la sua cucina interregionale

Immaginate una parete bianca. Si avvicina un signore con un pennello in mano, alcuni secchi di colore ai suoi piedi. Comincia a tracciare dei segni neri, decisi.

Inizialmente non hanno forma, poi aggiunge altro colore, il rosso, il verde… a mano a mano cominciate a comprendere, godete con voluttà crescente la struttura in una vertigine optical. Ecco, vi ho descritto con simbolismi la cucina, la storia, l’arte di Alessandro Bellingeri. Può coesistere, per incidente di metodo, l’estro centro-americano con la consuetudine fresca dei prodotti Trentini? Può amalgamarsi, nello spazio tridimensionale di un piatto, la cultura interregionale italiana, spalmate le nuances colorate come un pittore sa fare?

Sì, è possibile, basta prenotare un tavolo all’ Osteria de l’Acquarol di Alessandro Bellingeri.

Nato a Cremona 32 anni fa ha presto imboccato i complicati sentieri della cucina italiana raggiungendo infine il magnifico panorama della Val di Fiemme, terra che lo cattura e non lo restituisce più alla sua città; sono infatti passati all’incirca 4 anni da quando Alessandro ha aperto la sua osteria nell’elegante sala dell’Hotel Rio Bianco a Panchià, uno degli alberghi più antichi della Val di Fiemme.

Alessandro ha imparato, e continua a imparare, dalla natura che lo circonda e combina magistralmente le sue esperienze con essa; riesce nei suoi piatti a sfruttare al meglio le materie prime locali, andando alla ricerca di ingredienti nei prati e nei boschi della Valle e realizzando a tale scopo il suo orto personale.

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La passione per la ricerca e la raccolta di erbe spontanee, bacche e radici, lo porta a incontrare fra gli altri, Ferruccio Valentini, un’istituzione in Val di Non e unico risiedente in Val di Tovel.

È facile rimanere affascinati, così come è successo ad Alessandro, dalla filosofia di questo abitante dei boschi, un uomo che vive rispettando la natura e raccogliendo erbe e frutti che poi lavora e conserva in dispensa. Se si vuole creare una propria identità in cucina bisogna essere pronti ad ascoltare e apprendere ed è così che quando capita di fare la conoscenze di così rare e carismatiche personalità bisogna essere capaci di trarne la migliore esperienza possibile; le tecniche di lavorazione e conservazione apprese da Ferruccio sono per lo chef di valore inestimabile e lui le ripropone nei suoi piatti abbinandole alle sue particolari idee, come il caffè di tarassaco.

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Cremona resta comunque un luogo a cui rimandare il proprio pensiero e lo chef non ha rinunciato ai sapori e alle tradizioni di casa sua.  La voglia di sperimentare ben si concilia infatti con la sua ormai acquisita doppia cittadinanza.

Non è però solo la Lombardia ad abbracciare il Trentino! La cucina dello chef volge uno sguardo affettuoso agli aromi e sapori del Messico, terra d’origine della moglie Perla, e ci regala esperienze come la “Polenta al cartoccio” che è per esempio una trasposizione ideata dall’estro di Alessandro del piatto messicano “Tamal”.

Non fatevi l’idea sbagliata, L’Osteria de l’Acquarol non è un ristorante fusion: quella che possiamo assaggiare nei piatti di Bellingeri è pura ispirazione, esperienza rielaborata e concretizzata, ricordi di profumi e sapori che fanno parte della persona prima e dello chef poi e che vogliono rendervi partecipi di una nuova esperienza.

L’Acquarol è quindi un locale che propone una cucina di alto livello dall’affascinante gusto di un genere musicale mai sentito, e che proprio per questo ci incuriosisce e ci spinge a conoscerlo meglio. Un ristorante in continua evoluzione che vuole sperimentare e superare i propri limiti… perché i limiti sono tali solo fino a quando non li si oltrepassa.

di Margherita Chiriacò
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