ALPENROYAL: Il Ristorante gourmet a 5 stelle di Mario Porcelli

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Mario Porcelli Chef dell’ Alpenroyal Gourmet Restaurant, dalla Puglia alle vette dalla Val Gardena e dell’alta cucina del Trentino.

Tra la Puglia e l’Alto Adige c’è tutta l’Italia di mezzo ed è curioso che uno chef proveniente dalla parte più meridionale del nostro paese sia arrivato fin quassù, nella fredda Val Gardena.

Le vette, Mario Porcelli, le ha scalate in più di un senso e all’Alpenroyal, hotel a 5 stelle nel cuore delle Dolomiti, si è guadagnato nel 2015 una meritatissima stella Michelin. Approdato in Trentino Alto Adige nel 2004 grazie all’amico e collega Felice Lo Basso, conosciuto quando entrambi lavoravano all’Hotel Palace di Bari, all’Alpenroyal Porcelli inizia una lunga gavetta ricoprendo prima la carica di commis alle colazioni, poi lavorando come capo-partita ed infine come sous-chef di Lo Basso. Dopo l’uscita dell’amico e mentore, Porcelli prende in mano le redini della cucina, ed eccoci qui, da un’estremità all’altra, dal tacco dello stivale, quella lingua di terra che si sdraia placida nel bel mare cristallino, alla regione che fra quelle italiane è la più nota per la bellezza delle sue montagne.

Immersi in un’atmosfera da fiaba, in un ridente paesino adagiato sul fondovalle della Val Gardena, lo chef e il suo ristorante offrono esperienze gourmet di altissimo livello per chi vuole avventurarsi in uno speciale viaggio culinario.

Porcelli, e quindi la sua cucina, partono dal mare e risalgono i pendii delle alte montagne rispecchiando irrimediabilmente la personalità dello chef, la sua vita.

Un menù mediterraneo di influenze altoatesine e indiane, gli ingredienti più semplici si uniscono a quelli più pregiati dando vita a piatti particolarmente belli e soprattutto buoni, frutto di una padronanza della tecnica e cura rara da trovare. Sono l’esperienza e la sensibilità dell’uomo che, unite ad una sana dose di curiosità e fantasia, generano accostamenti sorprendenti.

Porcelli gioca con gli elementi e i sapori realizzando piatti con ingredienti stagionali di prima qualità, “sapore di sale sapore di mare” quindi, ma con una spruzzata di tradizione del luogo perché, anche se molto legato alla sua terra (da ricordare la Triglia con Gambero rosso e cime di rapa o il suo piatto più rappresentativo:“Tagliatelle allo zafferano, canocchie, cime di rapa, ricci di mare e aglio nero”), non può prescindere dal luogo in cui opera. La cucina dell’Alpenroyal assicura un viaggio tra i gusti di due regioni agli antipodi che apparentemente non hanno punti d’incontro se non l’abbondanza di materie prime di alta qualità, ma la bravura di uno chef sta anche in questo e di talento Mario Porcelli ne ha finché si vuole.

La sua passione risale alla giovinezza, fin da piccolo è stato attratto dal lavoro in cucina, vedeva la nonna insieme alla madre preparare orecchiette ed altri piatti della tradizione pugliese, l’amore che ci mettevano l’ha rapito a tal punto da non lasciarlo più tanto che preferiva stare a guardare loro cucinare piuttosto che uscire a giocare con gli amici.

Il legame con la sua terra d’origine lo si ritrova ovunque, anche nell’estro che porta alla realizzazione dei piatti. Porcelli si ispira ai sapori della sua infanzia, agli aromi e ai ricordi che i manicaretti magnificano e non è un caso quindi che a detta dello stesso Porcelli la sua cucina è “così ampia da potersi smarrire ma così familiare che non la puoi perdere”.

Si potrebbe stare ore a parlare ma alla fine conta solo provare il desco raffinato e creativo di questo Chef, apprezzare l’esplosione voluttuosa del gusto vellutato, una vertigine di sensazioni palatali di rara preziosità.

di Margherita Chiriacò
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